Avevo vent’anni, non mi ero mai allontanato da casa.
Arriva una cartolina, devi partire per il militare,
dove servirai la patria.
Di questa parola “Patria” ne avevo sentito parlare a scuola.
Me ne parlò mio padre, lui l’aveva servita nella guerra 1915-18.
Mi hanno sempre fatto paura le parole sacrificio ed eroismo.
Arrivato a destinazione fui stordito dalle parole:
“Dovere, disciplina, fedeltà, servizio”.
Ancora inesperto e poco addestrato,
fui trasferito in Grecia, al fronte,
l’impatto fu terribile, un inferno.
Una notte scura e fredda, rischiarata solo dai bagliori delle fucilate.
Il nemico era invisibile avvolto dal buio.
Una voce imperiosa gridava:                                                                                                                    “Avanti, avanti, deve essere una sorpresa”.
Fui colpito in pieno petto,
un forte dolore invase il mio corpo.
Una macchia rossa inondò il mio panciotto.
Caddi nel fango gridando disperatamente:
“Mamma, papà, Dio, dove siete? Aiutatemi,                                                                                       Patria, fratelli, almeno ricordatemi”.
Poi il silenzio.

A ricordo di zio Amedeo, morto in Grecia, nel 1943.