Unirsi in matrimonio è imbarcarsi in due in un’avventura,
nel corso della quale puoi trovare mille insidie.
La riuscita dipende da come si affronta.
Il segreto è stabilire alcuni punti fermi!
Non devono esserci disparità.
Uno padrone, l’altro il servitore.
Uno che decide, l’altro che esegue.
Uno che ozia, l’altro che lavora.
Se si vuole che l’attraversata riesca, 
i comportamenti che si devono seguire sono questi:
Nei momenti di gioia, gioire insieme.
Nei momenti di dolore, stare uniti.
Nelle controversie, discutere ma non litigare.
Evitare che il volere di uno prevalga su l’altro.
Se uno dei due entra in crisi,
l’altro si fermi, e l’aiuti.
Ben si uniscano altri passeggeri,
I figli per il matrimonio sono il cemento.
Sono una benedizione di Dio.
I nipoti poi sono una lampadina
che si accende quando sta per farsi sera.
Qualcuno dirà: “Pensate di essere degli esperti”.
Rispondiamo: “No, ma la nostra barca naviga da quarant’anni.
Abbiamo navigato con il sole,
ma anche attraverso qualche piccola tempesta.
Non abbiamo mai perso la rotta,
e se a Dio piacerà, speriamo di raggiungere la meta”.