Nato a Buso il 27 luglio 1889, fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1914.
E’ stato vicario a Santa Sofia di Lendinara, per qualche tempo, vice direttore del Collegio “Angelo Custode”, di nuovo vicario economo a Villadose e poi arciprete a Villanova del Ghebbo. Nel 1933 venne nominato Arciprete e Vicario foraneo a Trecenta, e vi rimase fino al 1954.
I non più giovani, lo ricordano con benevolenza per la sua sobrietà e bontà d’animo, anche se all’apparenza sembrava burbero.
Era più quello che dava di quello che chiedeva. Condivise con i suoi parrocchiani due momenti tragici: la guerra 1940-45 e l’alluvione causata dalla rottura degli argini del Po nel 1951, prodigandosi per alleviare le inevitabili sofferenza del suo gregge.
Fu ferito alla gola da una scheggia durante la guerra 1915 –18, mentre era cappellano militare, che le causo difficoltà nel parlare.
Uomo temprato, si distinse una notte di maggio del 1948; quando chiamato al letto di un ragazzo moribondo ferito in un tumulto di piazza, (era in corso uno sciopero generale) nonostante il pericolo, non esitò ad affrontare la folla inferocita,e con passo sicuro e incurante del rischio, attraversò tutti il paese. Il suo comportamento influenzò favorevolmente la folla , tanto che la collera si tramuto in applauso.
Morì a Cavazzana il 22 febbraio 1956, amò i Trecentani al punto di volere essere sepolto nel nostro cimitero di Trecenta.

pubblicato su LA  VOCE  DI  S. GIORGIO, settimanale  parrocchiale  di TRECENTA