Ammirando queste vette, sarà l'emozione,
non posso nascondere la mia commozione.
Il mio pensiero se ne va quando ero bambino,
e a quell'amico mio, Grisetti Giovannino.
Io figlio di contadini, ancora oggi gli rendo onore,
mai mi ha fatto pesare che lui era figlio del Professore.
Era gentile e non alzava la voce, sempre educato,
e di questo suo modo di vivere,ci ha gratificato.
Mi rammento di una grossa nevicata,
mi prestò i suoi sci e io giù per la scarpata.
Ancora oggi  lo ricordo con la sua risata intelligente,
disse: “Ti sei fatto male, la rottura degli sci non conta niente".
All'oratorio le ore passavamo giocando,
il nostro maestro era Don Armando.
Quanti giochi: il Grest o le Olimpiadi Trecentane,
se andava bene gli procuravamo un sacco di grane.
Quando rivedo le foto di quei tempi lontani,
il mio ricordo va agli amici ma sopratutto a Giovanni.
Questo il suo nome, e avendolo conosciuto fin da bambino,
per noi amici era e sarà sempre Giovannino.    
Le strade si son divise ad una certa età,
io nei campi, lui all'Università.
Lo dico con orgoglio e cuore sereno,
però l'amicizia non è mai venuta meno.
“La meta che aspiravi era una laurea in medicina,
invece una triste notizia arriva una mattina.
Un tuono, un momento di quelli infernali,
in un sol colpo ti ha tarpato le ali.
Tu sei in cielo io son qua giù,
però la nostra amicizia non finirà mai più.”

dopo la visita al bivacco....... 
12 Settembre 2002