A - Amico fiume della mia gioventù
B - Bello quando mi specchiavo nelle tue acque limpide.
C - Caro al mio cuore di bambino.
D - Davi alimento a pesci, sfamavi branchi di oche e anatre e le mucche si abbeveravano.
E - Era uno spettacolo, oggi morirebbero avvelenate.
F - Fratello fiume come ti hanno ridotto, e pensare che un tempo le tue acque erano così limpide che si  potevano vedere i pesci nuotare sul fondo .
G - Guardare i pescatori con le loro barche era uno spettacolo, le loro movenze erano così  leggere, ma la durezza la si leggeva nei loro volti e spesso il bottino era scarso.    
H - Humus fertile diventavano le tue alghe tagliate dalle draghe, quando erano in vita  sembravano verdi stelle filanti accarezzate dalle onde.
I - Incontaminate erano le tue acque tanto che l'uomo poteva dissetarsi
L - Le lavandaie sciacquavano i panni senza inquinarti.
M - Maestoso eri in primavera e in autunno quando le piogge ti alimentavano.
N - Nel periodo estivo diventavi il nostro mare la nostra spiaggia.
O - Ora l'uomo in nome del progresso ti ha trasformato in una fogna, una cloaca.
P - Però io con la fantasia m’illudo e ti vedo come il caro amico di un tempo.
Q - Quante ore ho sguazzato nelle tue acque, sbirciando lussuriosamente il costume adamitico  delle mie coetanee.
R - Rincorrersi e giocare presso le tue rive era il mio passatempo preferito.
S - Spesso coppiette imberbi si nascondevano, disertando le attività collettive e riapparivano a noi a giochi fatti.
T - Tartaro, transitare lungo i sentieri erbosi e alberati delle tue rive, ci permetteva di tornare a casa da scuola scalzi e al riparo della calura estiva.
U - Ucciso dall'incuria dell'uomo scorri verso il mare a testa bassa.
V - Vederti ora: torbido, limaccioso, puzzolente. Mi chiedo se il futuro ci riserva  progresso o morte.
Z - Zero è il voto che meritiamo, che merito per avere permesso pur amandoti la tua agonia.

Il mio alfabeto termina con tre erre:
Ricordo, Rimpianto, Rimorso.


Trecenta 14-10-02