Saluto i miei amici bambini ancora angioletti,
e per nove mesi ognuno nel grembo siamo restati stretti.
Ho detto oggi nasco, e vado in una serra tutta fiorita,
entro nel mondo, incomincia la vita.
Il primo vagito in mezzo al trambusto e al rumore,
non so se fosse di gioia o di dolore.
Il primo volto che ho visto è stato quella della mammina
Se ti ho fatto soffrire, scusami, ti saluto con la manina.
Non meno importante è stato il viso secondo,
è del babbo che ringrazio di avermi fatto venire al mondo.
So che vi farò perdere qualche ora di sonno e la pazienza,
consolatevi, perché sono un dono della provvidenza.
Quattro i nonni che ho fatto contenti,
oltre agli zii, amici e parenti.
Nonna Luciana e nonna Angelina volano alto, questo va detto,
non si stancano di lodarmi, sono il loro pargoletto.
Altrettanto contenti sono i nonni Guido e Giovanni,
si vede, anche loro non stanno nei panni.
Scusate, ancora non mi sono presentato
mi chiamo Giacomo e sono appena arrivato
Così coccolato, forse vi procuro dei guai,
spero però di non deludervi mai.
Per il vostro affetto e amore,
con tutto me stesso vi ringrazio di cuore.
Non stupitevi se ragiono così appena nato,
mi ha aiutato il nonno, che benevolmente è un po’ matto.


Trecenta 21 aprile 2002

In occasione della nascita del nipotino Giacomo